COSACCHI
© Roberto Breschi
Sommario. I cosacchi non costituiscono un gruppo etnico; oggi sono in prevalenza slavi russi, ma anticamente erano tartari della steppa (vedi Kazakistan). Guerrieri valorosi, discendono dai soldati utilizzati nei secoli XV-XVII dal governo centrale per difendere i confini dalle minacce tartare. La cavalleria cosacca fu in prevalenza avversa ai bolscevichi e continuò a combatterli fino al 1928, ma in seguito si integrò nell’Armata Rossa distinguendosi come reparto d’élite; negli anni della rivoluzione i vari gruppi avevano cercato, di costituire repubbliche indipendenti. Tutte ebbero breve vita. Attualmente i cosacchi sono oltre tre milioni, molti sono contadini, altri servono nell’esercito. Pur aspirando all’autonomia, mai hanno raggiunto l’unità nazionale essendo sparpagliati in varie zone della Russia.


Kazac'i Voiska, dal 1932


Bandiera adottata nel 1932 per tutti i cosacchi di tutte le stirpi e riconosciuta come nazionale nel 1951 dal governo cosacco in esilio. La sequenza dei colori non è assoluta (comunemente giallo-azzurro-rosso, ma anche azzurro-rosso-giallo). I colori sono in relazione ai tartari (azzurro), ai russi (rosso) e ai calmucchi (giallo).



ALTRE BANDIERE

Bandiere di atamani cosacchi


> DON
> ZAPOROGIA
> KUBAN
> TEREK
> ASTRAHAN
> URAL
> RUSSIA

Bibliografia
Flag Bull., VIII:3, 1969 - Archivio CISV, scheda 35/90







DON
© Roberto Breschi
Sommario. I cosacchi del Don, era uno dei gruppi più importanti insieme a quello del Kuban, costituito da soldati del Don, calmucchi e  contadini russi. Nel 1917 costituirono una repubblica indipendente in funzione antibolscevica, situata presso il fiume omonimo tra la Calmucchia, il Kuban e il mar d’Azov, corrispondente grossomodo all'attuale regione di Rostov e nota col singolare appellativo di “Onnipotente Armata del Don”. Ma nel 1920 la repubblica fu riassorbita dall’Armata Rossa.


Onnipotente Armata del Don, Vsevelikoe Voisko Donskoe, 1918-1920


Bandiera nazionale adottata il 17 maggio 1918 e confermata dalla costituzione del 15 settembre successivo. La bandiera scomparve quando lo stato (che si era costituito nel dicembre del 1917), dopo aver appoggiato la causa dei "bianchi", nel febbraio 1920 dovette cedere all'offensiva sovietica. I tre colori, che rappresentavano i tartari, i calmucchi e i russi, furono in seguito riadottati (in differente sequenza) per rappresentare tutti i cosacchi e oggi sono presenti sulla bandiera della regione di Rostov.


Onnipotente Armata del Don, Vsevelikoe Voisko Donskoe, 1918-1920



Bandiera della marina da guerra adottata il 31 ottobre 1918 e abbandonata nel 1920. Derivata dall'insegna della Russia zarista. Al centro lo scudo rotondo tratto dall'emblema della repubblica, con un cervo delle steppe trafitto da una freccia, nero in campo celeste. Tale raffigurazione risaliva agli inizi del XVIII secolo.



ALTRE BANDIERE

Bandiera dell'Atamano

> RUSSIA
> Indice COSACCHI

Bibliografia
Flag Bull., VIII:3, 1969 - Archivio CISV, scheda 35/90







ZAPOROGIA
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Sommario. Una libera repubblica cosacca sorse a mezzo del XVI secolo nel territorio intorno all’odierna città di Zaporožje, in Ucraina, sul Nipro, o Dnepr. Era la cosiddetta Zaporožskaija Seč (lett. “accampamento fortificato oltre le rapide”). La completa indipendenza degli Zaporogi, o cosacchi del Nipro, fu per oltre due secoli garantita dallo zar in cambio dell’appoggio contro la Polonia; il loro spirito ribelle indusse però la zarina Caterina II a esautorare l'atamano (1764), a distruggere la Seč (1775)  e a disperdere i cosacchi trasferendoli nel Kuban. Oggi il territorio della Seč è suddiviso tra le provincie ucraine di Zaporogia e di Dnipropetrovsk.


Repubblica dei Cosacchi Zapòrogi o del Nipro, Zaporožskaija Seč, sec. XVIII


Bandiera nazionale degli zaporogi o cosacchi del Nipro (Dnepr), in uso nel XVIII secolo non oltre il 1775, allorché la Zaporožskaija Seč, che era il loro stato, fu distrutto dalla zarina Caterina II.



ALTRE BANDIERE

Bandiere di atamani

> UCRAINA
> RUSSIA
> Indice COSACCHI

Bibliografia
Archivio CISV, scheda 35/92







KUBAN
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Sommario. Verso la fine del XVIII secolo un gruppo di cosacchi del Nipro costituì una comunità nella regione che prende il nome dal fiume Kuban, affacciata sulla costa nord-orientale del mar Nero, ove erano stati deportati dalla zarina Caterina II. Di loro si persero le tracce verso la metà del XIX secolo, ma uno stato cosacco del Kuban riebbe l’autogoverno nel 1917 e si mantenne indipendente dal 1918 al 1920, prima di soccombere all’Armata Rossa. Inoltre nel 1918, sempre nella stessa regione, nei pressi di Novorossijsk, nell’attuale territorio di Krasnodar, fu proclamata da elementi eterogenei (socialisti, cosacchi del Kuban e vecchi rivoluzionari) la cosiddetta Repubblica Verde, anch’essa disciolta nel 1920.


Cosacchi del Mar Nero, Ciornomor, c. 1792-c. 1860


Bandiera dei ciornomorskoi, i cosacchi del mar Nero, risalente probabilmente al 1792 e durata fino al 1860 circa, allorché si perdono le tracce del gruppo, in parte trasferito più a oriente nel bacino del fiume Terek.


Stato Libero dei Cosacchi del Kuban, Kuban'skoi Kazac'i, 1918-1920


Bandiera nazionale adottata il 5 dicembre 1918 dallo stato cosacco del Kuban (dichiaratosi indipendente già il 15 febbraio) e confermata dalla costituzione dell'8 novembre 1919. Sventolò per l'ultima volta il 18 aprile 1920, quando i sovietici completarono l'occupazione della regione. La larga striscia centrale color lampone, che riprendeva la precedente bandiera anche se in tonalità differente, rappresentava la popolazione cosacca, mentre le strisce blu e verde ricordavano rispettivamente le minoranze russa e circassa. La bandiera è stata ripresa dal territorio di Krasnodar nel 1990.


Repubblica del Mar Nero, Repubblica Verde,
Ciornomorskaija Respublika, Zelenaija Respublika
, 1918-1920


Bandiera della repubblica proclamata il 23 agosto 1918 da elementi eterogenei (socialisti, cosacchi del Kuban e del Mar Nero, vecchi rivoluzionari) nel territorio di Novorossijsk e disciolta il 27 marzo 1920, allorché i bolscevichi entrarono nel paese.


> RUSSIA
> Indice COSACCHI

Bibliografia
Flag Bull., VIII:3, 1969 e 148, 1992 - Flag Report, 14, 2000 - Archivio CISV, scheda 35/92







TEREK
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Sommario. Originatisi dall’armata cosacca del mar Nero al tempo dello zar Alessandro II (1855-1881), i cosacchi del Terek si erano stanziati più a est, sul fiume Terek, che scorre ai piedi del Caucaso tra Cecenia e Daghestan per gettarsi nel Caspio. Anche il loro stato sorto durante la rivoluzione, scomparve nel 1920 all’incombere dell’Armata Rossa.


Cosacchi del Terek, Terskoi Kazac'i, c. 1918-1920


Bandiera nazionale dei cosacchi stanziati sul Terek, in uso nel periodo della rivoluzione (c. 1918-1920). I tre colori rappresentavano i cosacchi (il nero), i mussulmani della Cecenia e del Daghestan (verde) e i russi (rosso).


> RUSSIA
> Indice COSACCHI

Bibliografia
Archivio CISV, scheda 35/91







ASTRAHAN
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Sommario. I cosacchi arrivarono ad Astrahan, nel delta del Volga, nella seconda metà del XVI secolo e raggiunsero la massima potenza alla fine del XVI secolo. Anch'essi, in un breve arco di tempo prima del 1920, costituirono uno stato indipendente.


Cosacchi di Astrahan, Astrahanskoi Kazac'i c. 1918-1920


Bandiera nazionale dei cosacchi del delta del Volga, adottata per il governo autonomo controrivoluzionario (c. 1918-c. 1920). I colori non avevano probabilmente un particolare significato, essendo ripresi dalle insegne della formazione militare cosacca costituita localmente nel 1817.


> RUSSIA
> Indice COSACCHI

Bibliografia
Archivio CISV, scheda 35/93







URAL
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Sommario. Piccoli gruppi di cosacchi stanziati lungo il fiume Ural avevano costituito intorno al 1918 repubbliche autonome (Ural, Orenburg), che si appoggiavano al governo indipendente della Siberia. Dopo la caduta di quest'ultimo ripararono verso oriente, subendo perdite gravissime.


Cosacchi dell'Ural, Ural'skoi Kazac'i, c. 1918/1919


Bandiera in uso intorno al 1918/19 presso i cosacchi controrivoluzionari dell'Ural, riparati in Iran in seguito alla caduta del governo della Siberia a cui rispondevano. I colori risalivano al 1775 ed erano quelli della formazione militare.


Repubblica Cosacca di Orenburg, Orenburgskoi Kazac'i, c. 1918


Bandiera nazionale e da combattimento in uso intorno al 1918. Almeno a Orenburg non fu più visibile oltre il 1918 perché in tale data la città era già capitale della repubblica sovietica dei Kirghisi (poi Kazakistan). I colori azzurro e violetto erano di antica tradizione essendo quelli di una formazione militare costituita nel 1755.


> RUSSIA
> KAZAKISTAN
> Indice COSACCHI

Bibliografia
Archivio CISV, scheda 35/91


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