HEGIAZ
© Roberto Breschi
Sommario. Nel 1517 l’Hegiaz, l’emirato comprendente le due città sante, che si estendeva lungo la costa orientale del mar Rosso, cadde sotto sovranità turca e fu ridotto a semplice provincia ottomana, anche se tra il 1820 e il 1840 riuscì a recuperare una relativa indipendenza. L’hascemita Hussein capeggiò la decisiva ribellione del 1916 contro i turchi e fondò il regno dell’Hegiaz. L’ambizione di Hussein di formare una grande nazione araba trovò un ostacolo insormontabile negli interessi delle potenze europee (Francia e Gran Bretagna) in quella regione, e suscitò la reazione dei sauditi del Neged che nel 1925 conquistarono l’Hegiaz. Per alcuni anni (1926-32) l’Hegiaz continuò ad esistere come regno - ma solo sulla carta essendo in realtà ormai integrato nel Neged di Ibn Saud.


Emirato dell'Hegiaz, Al-'Imarat al-Hegiaziya, 1819-1840



Bandiera dell'emirato autonomo adottata dopo la cacciata dei sauditi dalla Mecca ad opera degli egiziani. Abolita nel 1840 quando l'Hegiaz tornò ad essere soltanto una provincia ottomana. I tre crescenti simboleggiavano la diffusione dell'islam. Superfluo aggiungere che il verde è il colore prediletto dai mussulmani.


Stato dell'Hegiaz, Al-Hakumat al-Hegiaziya, 1916-1917


Bandiera nazionale e mercantile, adottata in via provvisoria subito dopo la rivolta del maggio 1916 contro i mussulmani e resa nota il 24 giugno. Sostituita il 30 maggio 1917. Proporzioni probabili 1/2. Il rosso, caratteristico del frutto dell'albero del jujuba era il colore di distinzione della nobiltà della Mecca.


Regno Hascemita dell'Hegiaz, Al-Mamlaka al-'Hegiaziya al-Hashimiya, 1917-1920



Bandiera nazionale, di stato e mercantile, detta "della rivolta araba", adottata il 30 maggio 1917, nel primo anniversario dell'inizio della lotta per l'indipendenza araba. Modificata nel 1920 per trasposizione del bianco col verde. Proporzioni 1/2. Il primo progetto di una bandiera nazionale araba risale al 1909/11 ed è dovuto ad un gruppo di giovani intellettuali arabi di Istambul: un semplice drappo in quattro strisce nei colori cantati dal poeta medioevale Safiy ad-Din al-Hilli (bianco, nero, verde e rosso) poi detti "panarabi". Più tardi, nel 1914, un altro sodalizio giovanile di Beirut, propose una bandiera nero-verde-bianca, colori associati dalla tradizione alle dinastie degli Abbasidi, Fatimidi e Ommayadi rispettivamente. Hussein, tenne conto di quei vessilli nell’adottare nel 1917 la bandiera dell’Hegiaz e inserì sul tricolore nero-verde-bianco un triangolo all’asta nel colore rosso della sua famiglia. Per un certo periodo sventolò non solo sull'Hegiaz, ma anche su tutte le terre arabe conquistate dagli hascemiti (vedi Arabia).


Regno Hascemita dell'Hegiaz, Al-Mamlaka al-'Hegiaziya al-Hashimiya, 1920-1926


Nuova bandiera nazionale, di stato e mercantile introdotta nel 1920 e abolita nel 1926, dopo la fuga di Alì Ibn Hussein in Iraq presso il fratello Feisal, all'epilogo della controffensiva saudita. Proporzioni 1/2. Lo scambio di posizione del bianco col verde rispetto all'originale venne deliberato per rendere più chiaro, anche a distanza, il disegno della bandiera. La stessa cosa avvenne anche negli altri regni hascemiti, ma in più furono introdotti, prima o dopo, ulteriori elementi distintivi.


Regno dell'Hegiaz, Al-Mamlaka al-'Hegiaziya, 1926-c. 1932


Bandiera alzata nel 1926 dopo la conquista saudita e abolita probabilmente nel 1932. Fino a tale anno Ibn Saud non si decise a integrare l'Hegiaz nel Neged e l'8 gennaio 1926 fu proclamato re anche dell'Hegiaz, diventando sovrano di due stati distinti in unione personale e ciascuno con un proprio vessillo. Questa bandiera presenta almeno due aspetti di difficile spiegazione: il riaccostamento delle strisce nera e verde e l'introduzione della striscia gialla al posto di quella bianca. Si è ipotizzato anche un errore, ma le fonti concordano.


> ARABIA

Bibliografia
Flagmaster, 41, 1983 - Vexillinfo, 52, 1984 - Flag Bull., 123, 1987 e 141, 1991 - Archivio CISV, scheda 69/2 bis e 69/8


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